イベントMonicaレポート!陶磁器フェアin 福岡2018・マリンメッセ福岡

Posted:2018年03月25日
 

 

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皆さん、こんにちは!イタリアから研修生のモニカ・シミです!

マリンメッセ福岡で日本陶磁器についての本当に面白いフェアが開催されています。

私も見に行きました!優しくて熱心な出品者の詳しい説明を通してこの上品な芸術のいろいろなところを学んできました。

陶磁器は中国から来た新石器時代に始まった古くて歴史がある芸術です。ほとんどの場合、家族の中で、両親から息子に伝えられた芸術です。

芸術家と話し合う機会があって、「何年前にこの仕事を始めましたか」と聞くと「4-5世紀前」とか「300-400年前」などと答えてくれました。そんな長い時間・・・びっくりしました!私の400年前の先人はどのような人だったのでしょうか。何に興味があったのでしょうか。そういうことを考えたら、何も想像できません。彼たちのことを何も知らないからです。逆にこの芸術家は先人との共通点は陶磁器ですよね。素晴らしいことだと思います!

もっと技術的に明らかにしていきたいです。
「陶磁器」とは「セラミック」の一種です。「セラミック」の言葉はギリシャ語の「κέραμος, kéramos」から派生していて「粘土」という意味を指しています。粘土は昔から瓶や刃物や装飾品や家具などを作るのに使われていた物質です。でも、どうして粘土だけが使われていたのですか。簡単です!粘土は無機物で水を加えたら本当に成形しやすいからです。

そして、焼いた後形成されたものは固くなります。年が経つにつれて、技術が進化して、セラミックスの種類が多くなってきました。陶磁器フェアで種類が二つ見られます。漢字を見るとすぐわかりますよね!陶器と磁器です!

  1. 「陶器」の主な原材料は「陶土」と呼ばれる粘土です。「土物」も呼ばれています。陶器に酸化鉄が入っているので、焼いたら赤いような色が付きます。焼成温度は800‐900℃です。
  2. 「磁器」の主な原材料は「長石」を主成分とする磁土です。このため、「石物」も呼ばれています。つまり、磁器は石を砕いたものです。磁器加工は陶器加工に比べるともっと複雑で時間がかかるそうです。焼く回数は二回です。一回目は900℃で、二回目は1200-1300℃以上です。とても高い温度ですよ!

最後に、磁器は大切な特徴が透光性です。透光をされるためには釉薬は必要です。

 

陶器で物を作るのに8-10時間、磁器で2―3日がかかるそうです。言うまでもなく、現在には窯があるから簡単ですが、以前はそうではありませんでした。空気で材料を冷やすのに多くの時間がかかりました。

 

陶器と磁器の違いを理解するのは簡単ではありませんでした。

「これは陶器か?これは磁器か?」…難しかったです!でも、出品者のおかげでやっとわかりました。

作家さんは大切なことを言ってくれました。「音を聞いてください!音を聞いたらわかります。物を打つと音が変わります」。本当ですよね!陶器は固い音で、磁器は金属音です。皆さんも、やってみてください!

日本のセラミックスは全国で有名で、生産地がたくさんあります。長崎県、佐賀県、福岡県・・・京都と大阪にもあります!フェアで全国からの芸術家と会えます!

そして、ろくろ体験と絵付け体験ができます!
フェアに陶磁器だけではなくて、かばんや靴や家具などの他の手作りのものもあります!

ちょっと気になってきましたか。でしたら、行ってみてください!25日まで開催しています!

 

イタリアとの比較
イタリアでは、残念ながら、これらの芸術への関心は長年にわたって失われてきました。イタリアの芸術は一般的に世界中でよく知られていますが、今は家で高級なセラミックスを持っていることに皆興味はないと思います。

世界大戦の後、個人の邸宅で陶磁器など貴重なものを展示することは非常に重要であると考えられて、人の社会的地位を示しました。

しかし、90年代の経済危機では状況が深刻になって人の考え方は大きく変化しました。人々は、高価な物にお金を費やすことは役に立たないと考え始めました。また、お店には高くなくてもいい物があるからです。

もちろん、イタリアにもリチャードギノリなどの有名な陶磁器の会社がありますけど、大部分の人は興味がありません。

さらに、今日の若者は、セラミックスが仕事できる分野ではないと考えています。日本では、おそらく、学校のクラブ部活を通してもこれらの長年の芸術を見たり試してみたり興味を持ったりするのはずっと容易だと思います。このシステムがイタリアにも存在していれば、とてもいいと思います! 

皆さんはどう思いますか?

 

Fiera della ceramica giapponese A Fukuoka - 2018

(MarinE Messe Fukuoka)

 

Ciao a tutti, mi chiamo Monica e sono una tirocinante italiana.

In questi giorni al Marine Messe di Fukuoka si sta tenendo una fiera molto interessante sulla ceramica giapponese. Sono andata a visitarla proprio ieri, e grazie alle dettagliate spiegazioni degli espositori che, con pazienza e passione, hanno risposto alle mie innumerevoli domande, ho imparato molto su questa arte di grandissimo valore storico e artistico.

La ceramica giapponese, definita tojiki, originata in Cina e poi approdata anche in Giappone, ha una storia molto antica che trova le sue radici già nel periodo neolitico, circa nel XI millennio a.C.. Una lunga tradizione che si tramanda di generazione in generazione, spesso di padre in figlio o all’interno delle famiglie.  Ho avuto l’occasione di parlare con molti artisti che alla mia domanda “da quanti anni fate questo lavoro?” hanno risposto “4 – 5 generazioni” oppure “300 – 400 anni”. Un periodo così lungo che non riesco nemmeno ad immaginarlo. Chissà cosa facevano i miei antenati di 400 anni fa… invece, loro, lo sanno bene. Perché tutti condividevano e condividono questa stessa identica passione. Una cosa veramente meravigliosa!

 

Ma parliamo a livello più tecnico.

Il termine ceramica deriva dal greco antico κέραμος, kéramos, che significa "argilla", materiale utilizzato fin dall’antichità nella produzione di diversi oggetti come vasellame, utensili per la cucina, oggetti decorativi, mobili e molto altro. Perché questo suo grande utilizzo? Semplice! Perché l’argilla è un materiale inorganico facilmente modellabile se si aggiunge dell’acqua all’impasto e, successivamente alla cottura, diventa molto rigido, di conseguenza risulta particolarmente adatto per queste lavorazioni.

Nel tempo, poi, le tecniche si sono evolute e affinate e grazie alla combinazione chimica di altri materiali, i tipi di ceramica sono aumentati. In questa fiera ne possiamo vedere principalmente due: la terracotta e la porcellana.

  • La terracotta è ottenuta dall’argilla più ossido di ferro, motivo per cui dopo la cottura prende un colore rosso mattone. L’impasto viene cotto una sola volta a circa 900°.
  • La porcellana, invece, è ottenuta da impasti con presenza di caolino. La lavorazione della porcellana è molto più complessa: si cuoce due volte, la prima a 900° e la seconda addirittura a 1200-1300°, e anche di più. Caratteristica della porcellana è la sua lucentezza, in quanto viene smaltata in crudo o dopo la prima cottura. Infine si passa alla decorazione.

 

Per la lavorazione della terracotta, si impiegano all’incirca 8-10 ore. Per la porcellana anche 2-3 giorni. Ovviamente, grazie ai forni i vari processi si sono velocizzati, in antichità il tutto richiedeva ancora più tempo.

È facile comprendere che, la porcellana, è una tecnica molto più raffinata rispetto alla terracotta, e questo è visibile anche dai prezzi dei prodotti finiti: la terracotta infatti ha prezzi piuttosto contenuti, mentre la porcellana può variare da un 10 euro a addirittura 150-200 euro.

 

In realtà non è stato semplice capire le varie differenze tra i tipi di ceramiche, ma la spiegazione di un espositore è stata molto illuminante: basta sentire il loro suono. Se infatti si colpisce con il dito un oggetto in terracotta e uno in porcellana, capiamo subito se si tratta di uno o dell’altro. Il suono della terracotta è un suono sordo, duro, mentre la porcellana produce un suono metallico, più acuto. Facile così, no?

 

La ceramica giapponese è famosa in tutto il Giappone e viene prodotta in moltissime città, ad esempio sono famose quelle di Hasami e Mikawachi, a Nagasaki, o a Saga, Fukuoka, Kyoto, Osaka e molti altri!

 

Quindi… vi siete un po’ interessati? Se sì, andate anche voi alla fiera!

Al suo interno, oltre alla ceramica, potrete trovare anche altri oggetti fatti a mano, come borse, scarpe, mobili, e anche un’esposizione dell’arredamento della tavola in base ai compleanni: infatti, in Giappone, per gli anniversari dei 20, 30, 40, 50 anni e così via è tradizione imbandire la tavola con ornamenti, posate e piatti pregiati, utilizzando anche colori ben precisi. Infine, potrete anche provare voi stessi a lavorare la terracotta! Volete provare?

 

La ceramica giapponese è molto importante nel paese del Sol Levante; un aspetto della cultura giapponese che tutti gli appassionati di questo paese sicuramente devono vedere almeno una volta.
In Italia, l’interesse per queste arti, purtroppo, si è molto perso negli anni. Per quanto l’arte italiana, in generale, sia molto conosciuta in tutto il mondo, ad oggi quasi nessuno è più interessato ad avere una ceramica di certo livello in casa. Negli anni successivi alle guerre mondiali era ritenuto molto importante sfoggiare nelle proprie abitazioni oggetti di valore e anche la ceramica, in particolar modo la porcellana, ha assunto la funzione di mostrare lo status sociale di una persona. Ma con la crisi economica degli anni ‘90 la situazione è molto cambiata: le persone, infatti, hanno cominciato a ritenere quasi inutile spendere soldi in oggetti così costosi, dando priorità ad altro. Anche perché sul mercato esistono oggetti carini ma a prezzi molto più accessibili.

Ovviamente anche da noi, in Italia, esistono aziende di ceramica, anche molto famose come ad esempio la Richard Ginori, ma in pochi lo sanno. I giovani di oggi, inoltre, non ritengono la ceramica un campo in cui poter sviluppare un proprio lavoro. In Giappone, probabilmente, anche grazie ai club scolastici, è molto più semplice vedere, provare e appassionarsi a queste arti di lunga tradizione. Sarebbe molto bello se anche in Italia esistesse questo sistema!

Ma questa è solo la mia idea. E voi, cosa pensate?

 

Mentre ci pensate… andate alla fiera! Aperta fino a domenica 25 marzo!


È facile comprendere che, la porcellana, è una tecnica molto più raffinata rispetto alla terracotta, e questo è visibile anche dai prezzi dei prodotti finiti: la terracotta infatti ha prezzi piuttosto contenuti, mentre la porcellana può variare da un 10 euro a addirittura 150-200 euro.

 

In realtà non è stato semplice capire le varie differenze tra i tipi di ceramiche, ma una spiegazione è stata molto illuminante: basta sentire il loro suono. Se infatti si colpisce con il dito un oggetto in terracotta e uno in porcellana, capiamo subito se si tratta di uno o dell’altro. Il suono della terracotta è un suono sordo, duro, mentre la porcellana produce un suono metallico, più acuto. Facile così, no?

 

La ceramica giapponese è famosa in tutto il Giappone e viene prodotta in moltissime città, ad esempio sono famose quelle di Hasami e Mikawachi, a Nagasaki, o a Saga, Fukuoka, Kyoto, Osaka e molti altri!

 

Quindi… vi siete un po’ interessati? Se sì, andate anche voi alla fiera!

Al suo interno, oltre alla ceramica, potrete trovare anche altri oggetti fatti a mano, come mobili, borse, scarpe e anche un’esposizione dell’arredamento della tavola in base ai compleanni: infatti, in Giappone, per gli anniversari dei 20, 30, 40, 50 anni e così via è tradizione imbandire la tavola con ornamenti, posate e piatti pregiati, utilizzando anche colori ben precisi. Quella che vedete qui sotto è la tavola per i 60 anni. Bella, vero? Infine, potrete anche provare voi stessi a lavorare la terracotta! Volete provare?

 

La ceramica giapponese è molto importante nel paese del Sol Levante, un aspetto della cultura giapponese che tutti gli appassionati di questo paese sicuramente devono vedere almeno una volta.
In Italia, l’interesse per queste arti, purtroppo, si è molto perso negli anni. Per quanto l’arte italiana, in generale, sia molto conosciuta in tutto il mondo, ad oggi quasi nessuno è più interessato ad avere una ceramica di certo livello in casa. Dopo le guerre mondiali era ritenuto molto importante sfoggiare nelle proprie abitazioni oggetti di valore e anche la ceramica, quindi, aveva assunto la funzione di mostrare lo status sociale di una persona. Ma con la crisi economica degli anni ‘90, la situazione è molto cambiata: le persone, infatti, hanno cominciato a ritenere quasi inutile spendere soldi in oggetti così costosi, dando priorità ad altro. Anche perché, in mercato, esistono oggetti carini ma a prezzi molto più accessibili.

Ovviamente, anche da noi, esistono aziende di ceramica, anche molto famose, come ad esempio la Richard Ginori, ma in pochi lo sanno. I giovani di oggi, inoltre, non ritengono la ceramica un campo in cui poter sviluppare un proprio lavoro. In Giappone, probabilmente, anche grazie ai club scolastici, è molto più semplice vedere, provare e appassionarsi a queste arti di lunga tradizione. Sarebbe molto bello se anche in Italia esistesse questo sistema! E voi, cosa pensate?

 

Mentre ci pensate… andate alla fiera! Aperta fino a domenica 25 marzo!

 

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